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icònA

icònA 2026-2027

Domenica 16 agosto 2026 (dopo la SS Messa delle ore 19:00) il Comitato per la Festa di Sant’Agata e l’associazione Basaltika presentano il progetto icònA 2026 e la sua nuova sfida: affidare all’architettura contemporanea la reinterpretazione di uno dei simboli più identitari della devozione popolare catanese, installando nuove edicole votive dedicate alla patrona della città, sant’Agata, nell’anno in cui si celebrano i nove secoli dal rientro delle spoglie da Costantinopoli.

Questa nuova tappa del progetto, nato con l’obiettivo di restituire valore ai luoghi della città attraverso la presenza dell’icona agatina, si apre nel segno dell’architettura e del design contemporaneo come evoluzione del percorso icònA 2025 che ha trasformato, attraverso l’arte contemporanea e il lavoro di nove artisti, spazi di incuria in luoghi di rispetto, memoria e appartenenza.
icònA 2026 amplia il dialogo tra arte e città coinvolgendo professioniste e professionisti dell’Ordine degli Architetti e la Fondazione Architetti di Catania.
Un intervento che unisce arte, architettura, storia e spiritualità, riaffermando il valore della bellezza come strumento di tutela del territorio e di costruzione del senso di comunità.

Il progetto icònA 2026, voluto e sostenuto dal Comitato per la Festa di Sant’Agata e ideato da Basaltika, è organizzato con la partnership dell’Ordine degli Architetti di Catania e la Fondazione Architetti di Catania.
Il comitato scientifico è composto da Melania Guarrera, Presidente della Fondazione Ordine degli Architetti di Catania, Carmelo Grasso, Presidente del Comitato Festa di Sant’Agata e Oriana Tabacco, Presidente Associazione Basaltika.

Gli architetti che hanno aderito alla proposta icònA 2026 sono: Claudia Clienti, Giuseppe Cultraro, Francesco Finocchiaro, Studio Galati Casmiro Giorno, Niccolò Grassi, Marilena Lanzafame, Carla Sorrentino e Giacomo Fondelli, Enrico Paradiso e Makoto Fukuda e Lucia Giuliano.

Gli artisti di icònA 2025 sono: Giovanna Brogna Sonnino, Giorgio Distefano, Alice Grassi, Giuseppe Livio, Santo Pappalardo, Maurizio Pometti, Cetty Previtera, Filippa Santangelo e Alice Valenti, le cui opere originali sono state esposte anche a Palazzo della Cultura nel febbraio 2026.

Percorso icònA
installazione edicole votive
Catania, 2026 – 2027
(In aggiornamento)

Architetto Giuseppe Cultraro, Artista Maurizio Pometti
via A. di San Giuliano 313

Architetto Francesco Finocchiaro, Artista Giuseppe Livio
via della Lettera, angolo via Vittorio Emanuele II

Studio Galati Casmiro Giorno, Artista Giovanna Brogna Sonnino
via Castello Ursino, di fronte GAM

Architetto Niccolò Grassi, Artista Cetty Previtera
pineta di Piazza Castello Ursino

Architetta Marilena Lanzafame, Artista Giorgio Distefano
via Castello Ursino 40

Architetta Carla Sorrentino, Architetto Giacomo Fondelli, Artista Filippa Santangelo
via Auteri 19

Architetto Enrico Paradiso, Artista Santo Pappalardo
via Auteri 34

 

Architetti

Claudia Clienti

(Data installazione edicola in aggiornamento)

Arch. Claudia Clienti
Artista Alice Valenti

Il progetto risponde all’urgenza territoriale di contrastare il degrado urbano attraverso l’innesto di un linguaggio architettonico contemporaneo, minimale e di forte identità. L’edicola è concepita come uno scrigno metallico tridimensionale, in acciaio lucido, che reinterpreta in chiave geometrica e funzionale i due cardini della ritualità delle storiche edicole votive catanesi: La Protezione (La visiera): Una profonda strombatura asimmetrica in lamiera avvolge e scherma l’opera d’arte, convogliando lo sguardo del passante verso l’icona sacra.
L’Offerta cerea (La mensola): Nella parte inferiore, un volume geometrico chiuso con sezione a triangolo rettangolo funge da ideale mensola per ex-voto. Questo elemento risponde a una duplice esigenza: scherma l’impianto illuminotecnico inferiore e direziona il flusso luminoso, creando una luce soffusa simile a quella delle candele ex voto.

Claudia Agnese Clienti, nata nel 1995 a Catania, è profondamente legata alle proprie radici: si è formata in Sicilia, tra la città agatina e Siracusa, conseguendo nel 2019 la Laurea Magistrale in Architettura e Ingegneria Edile presso l’Università degli Studi di Catania.
Ha sviluppato fin da subito un profilo multidisciplinare, affiancando alla progettazione architettonica un’esperienza diretta nel settore immobiliare. Questa visione le permette di concepire gli spazi partendo sempre da un principio per lei essenziale, la rigenerazione urbana dal basso: costruita sulle consuetudini e sostenuta dalla comunità. Questa è considerata la vera premessa di ogni intervento di architettura volto a creare un impatto reale e positivo sul luogo.
Attualmente basata a Milano, ha osservato negli ultimi decenni come il successo dei progetti di riqualificazione della città meneghina, passi attraverso una forte collaborazione con l’arte e il design, capaci di migliorare gli spazi urbani e di rafforzare il senso di appartenenza di chi vive il luogo.
La sua ambizione è proprio quella di portare l’esperienza vissuta, in Sicilia, creando progetti di rigenerazione urbana che uniscano architettura e arte, caratterizzati da un forte contenuto sociale, creativo e, non ultimo, da un’estetica contemporanea e Iconica.

Giuseppe Cultraro

Arch. Giuseppe Cultraro
Artista Maurizio Pometti

Il progetto trae ispirazione dalla tradizionale edicola votiva caratterizzata da una copertura a capanna, reinterpretata in chiave contemporanea. La nicchia che accoglie il dipinto è ottenuta per sottrazione materica da un tetraedro; la sua proiezione frontale, di forma triangolare, incornicia l’opera ed esalta visivamente le linee di forza che la compongono, alludendo metaforicamente alla Trinità. Una mensola sottostante, anch’essa di forma triangolare, funge da sostegno visivo all’apparato architettonico soprastante, richiamando le mensole dei balconi delle antiche fabbriche. L’aggetto e la geometria spigolosa conferiscono al manufatto un carattere scultoreo, in sintonia con gli elementi architettonici che caratterizzano il linguaggio barocco degli edifici di via San Giuliano e della vicina via Crociferi. L’utilizzo dell’acciaio corten come materiale di rivestimento risponde a esigenze sia simboliche sia funzionali. Il suo colore rosso-bruno richiama il velo della santa, nonché il sangue versato e le sofferenze affrontate durante il martirio. Il corten è inoltre un materiale estremamente resistente, capace di conservare nel tempo le proprie caratteristiche, proprio come la fede e la devozione che la città di Catania continua a nutrire nei confronti della vergine Agata. La patina superficiale che lo contraddistingue, con il caratteristico effetto ossidato che evolve lentamente nel corso degli anni, instaura un equilibrato dialogo cromatico con gli intonaci dell’antico monastero.

L’illuminazione notturna è studiata per valorizzare l’opera d’arte e garantirne la visibilità da molteplici punti di osservazione, in particolare durante la suggestiva salita di San Giuliano, che ogni anno costituisce uno dei momenti più emozionanti della festa agatina. La tonalità calda della luce, riflessa sulle superfici interne della nicchia, si fonde con le sfumature rossastre del corten, evocando una fiamma che richiama simbolicamente i supplizi subiti dalla santa sui carboni ardenti. Al tempo stesso, essa allude al fuoco quale segno della presenza divina che discende e illumina.

La nicchia diviene così il luogo in cui la memoria di Sant’Agata continua a irradiarsi verso i fedeli: una lanterna spirituale che orienta e guida nel cammino della fede, secondo le parole del Salmo: «La tua parola è lampada ai miei passi e luce sul mio cammino» (Sal 119,105).

L’edicola votiva che ospita la riproduzione dell’opera di Maurizio Pometti sarà collocata sulla facciata della Biblioteca Comunale “Vincenzo Bellini”, in via San Giuliano, nell’edificio che anticamente accoglieva il monastero delle monache benedettine. L’idea nasce dalla volontà di realizzare un manufatto iconico capace di evocare nell’osservatore il senso del sacro, valorizzando l’opera d’arte e instaurando un dialogo armonico con il contesto urbano e architettonico.

Giuseppe Cultraro nel 2017 si laurea con lode e menzione d’onore in Architettura presso la SDS di Architettura con sede a Siracusa (Università degli Studi di Catania). Nell’agosto dello stesso anno riceve il premio “Memoria e futuro”, bandito dal Museo San Nicolò di Militello, come migliore tesi di laurea su Militello.
Nel settembre 2017 si abilita all’esercizio della professione di architetto e avvia lo studio di architettura, ingegneria e design “G&A Cultraro Architects” a Militello in Val di Catania, insieme all’ing. Aldo Cultraro.
Nel gennaio 2018, insieme agli architetti Pietro Paolo Messina ed Eddy Lo Bianco, partecipa al concorso internazionale di architettura “Eco-house”, ottenendo una menzione d’onore. Nel luglio dello stesso anno, con l’arch. Pietro Paolo Messina, prende parte al concorso “Taodesign” e viene selezionato per rappresentare il Made in Italy nella mostra “Contemporary Design”, all’interno della rassegna “Taomoda” di Taormina.
Nel marzo 2019 consegue, con il massimo dei voti, il Master di II livello in “Polis Maker – Sviluppo urbano sostenibile” presso il Politecnico di Milano. Nel giugno dello stesso anno riceve una menzione d’onore al concorso internazionale di architettura “Curare lo spirito”, bandito dall’ASL Roma 1.
Nel 2019 viene selezionato tra i giovani architetti italiani per far parte del team “G124”, progetto coordinato e finanziato dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano, finalizzato all’elaborazione di proposte progettuali per la rigenerazione urbana delle periferie italiane, con particolare riferimento alla periferia di Siracusa.
Dal 2020 si occupa principalmente di progettazione architettonica e paesaggistica, interior design, arredamento, ristrutturazioni edilizie, restauri e appalti pubblici.
Coltiva sin dall’infanzia la passione per la pittura e ha partecipato a numerose mostre collettive. Dal 2021 a oggi ha conseguito diversi premi, tra cui il primo premio al concorso “L’Arte per l’armonia”, il terzo premio al Concorso internazionale di arte contemporanea “Pina Alessio” e la menzione d’onore al Premio Mestre, patrocinato dal Comune di Venezia e curato da Philippe Daverio.
Dal 2023, parallelamente allo svolgimento della libera professione, è docente a tempo indeterminato di discipline grafiche, pittoriche e scenografiche presso il Liceo Artistico dell’Istituto Omnicomprensivo Statale “Pietro Carrera” di Militello in Val di Catania.

Francesco Finocchiaro

Arch. Francesco Finocchiaro
Artista Giuseppe Livio

Noli Offendere Patriam Agathae nasce dall’incontro tra due percorsi creativi che, pur appartenendo a linguaggi differenti, condividono una medesima ricerca: comprendere come la memoria possa trasformarsi in presenza e come un’immagine possa diventare luogo. Da una parte il segno grafico di Giuseppe Livio, dall’altra la rifessione spaziale di Francesco Finocchiaro.
Non si tratta della semplice relazione tra un’opera d’arte e il suo allestimento, ma della costruzione di un racconto unitario nel quale arte e architettura partecipano alla medesima narrazione.

Noli Offendere Patriam Agathae non racconta soltanto Sant’Agata. Racconta il rapporto tra una comunità e la propria memoria. Racconta la capacità di una città di riconoscersi nei propri simboli.
Racconta il dialogo tra arte e architettura, tra segno e spazio, tra materia e luce. Il disegno di Giuseppe Livio rende visibile la Presenza. L’architettura di Francesco Finocchiaro costruisce il percorso che conduce ad essa. Tra i due si apre un luogo di contemplazione nel quale l’Etna, la vegetazione, la città e la Santa si fondono in un’unica immagine capace di trasformare un’opera grafica in un’esperienza dello spirito e della memoria.

Francesco Finocchiaro, Architetto Vitruviano.

Esplora gli innumerevoli paesaggi dell’arte: dalla poesia al giornalismo, dall’architettura alla grafica, dalla comunicazione alle strategie urbane. Docente di storia dell’arte, filosofo dell’abitare e design. Editorialista, dottore di ricerca in progettazione architettonica e analisi urbana. Impegnato nelle politiche dell’abitare, attivo nella promozione dell’etica in architettura e nella valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Esplora, ricerca, indaga lo spazio, le cose, gli uomini, nella loro sostanza cosmologica, dentro la memoria, vivendo l’attimo, in tensione verso un futuro possibile. Dal cucchiaio alla città, dall’utopia al progetto, dall’idea all’esperienza.

È componente del Consiglio  Nazionale dell’Archeoclub d’Italia a Roma e coordinatore della Sicilia.

Scrive per diverse riviste e testate giornalistiche, ma continua a progettare oggetti, spazi, città, paesaggi e architetture per lasciare il mondo meglio di come l‘ho ha trovato. Co-fondatore e partners di officina 21.

Vincitore di concorsi di architettura e premi, attento al rapporto tra storia e modernità nel progetto di architettura e della città. Nel recente passato è stato componente della Fondazione Federico II a Palermo e docente a contratto presso il corso di architettura della SDS di Siracusa, attualmente cultore della materia in progetto architettonico.

Si è formato a Palermo, Siracusa, Catania e Madrid, approfondendo i temi afferenti l’architettura, l’urbanistica, il design e il restauro; è stato vicino a maestri come Pasquale Culotta, Bruno Gabrielli, Jesus Aparicio Guisado, e D‘Inessa. Vorace lettore di Papa Francesco, Pablo Neruda, Paul Valery e Omero.

Vive l’architettura come un Pitagorico, in forma mistica e monastica come i suoi architetti guida: Peter Zumthor, Alberto Campo Baeza e Alvaro Siza. Vive alle pendici dell’Etna nella città di Hybla Major.

www.officina-21.com

Studio Galati Casmiro Giorno

Arch. Studio Galati Casmiro Giorno
Artista Giovanna Brogna Sonnino

L’edicola prende a prestito il linguaggio dell’opera che custodisce, il collage.
Una scacchiera rettangolare, articolata su più livelli, incornicia l’opera della Sonnino, instaurando un dialogo tra contenitore e contenuto.
I materiali usati sono il ferro, che emula il colore della pietra lavica, elemento identitario del contesto urbano sul quale l’edicola votiva si inserisce; e l’ottone che richiama le tonalità dei post-it apposti sul block notes e quelle dell’effigie di Sant’Agata.

Ruggiero Galati Casmiro e Claudia Giorno sono due architetti che si sono conosciuti in Calabria.
La loro storia affonda le radici nel profondo Sud: lui siciliano, lei calabrese — regioni separate dal paesaggio selvaggio dello Stretto di Messina.
Si sono laureati insieme nel 2020 con una tesi sul riuso creativo dell’architettura incompiuta, uno dei fenomeni più caratterizzanti dei loro territori.
Oggi vivono e lavorano alle pendici dell’Etna, abbracciando una vita lenta e a contatto con la natura. Nel 2023 fondano lo studio di architettura e interior design GALATI CASMIRO GIORNO.

Niccolò Grassi

Arch. Niccolò Grassi
Artista Cetty Previtera

Marilena Lanzafame

Arch. Marilena Lanzafame
Artista Giorgio Distefano

All’interno del percorso progettuale finalizzato alla definizione di un’edicola votiva “contemporanea” destinata ad accogliere la riproduzione delle opere degli artisti di icònA, è stato fondamentale studiare e osservare gli elemento che ne caratterizzano sia la forma sia il rituale devozionale. Un aspetto altrettanto determinante è stato il confronto con l’opera e con l’artista, attraverso un’attenta analisi dei dettagli, dei materiali e dei linguaggi espressivi impiegati.
Poiché il progetto icònA nasce per rispondere a un’urgenza concreta del territorio — il contrasto al fenomeno delle micro discariche abusive nella cità di Catania — si è rivelato essenziale approfondire il rapporto tra l’opera e il luogo destinato ad accoglierla.
Dall’integrazione di questi elementi ha preso forma il concept progettuale. L’edicola votiva instaura infatti un rapporto strettissimo con il contesto urbano, inserendosi all’interno di un vano finestra esistente senza mai negarne la presenza. Al contrario, ne valorizza il carattere storico e la condizione di degrado, trasformandoli in parte integrante della narrazione progettuale.
La struttura è realizzata mediante sottili profili metallici che richiamano il concetto della cornice svuotata, evocando uno degli elementi centrali dell’opera dell’artista, il quale mostra l’icona del busto reliquiario ma lasciando spazio a profondità e prospettive sulla città di Catania. Le linee prospettche diventano così la struttura stessa che sostiene la riproduzione dell’icona e guidano
lo sguardo verso l’apertura dell’edicola, concepita come una vera e propria finestra sul luogo e sulla memoria.
La finestra è un elemento ricorrente nelle edicole votive tradizionali, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal grado di decorazione: essa custodisce e protegge gli oggetti sacri del culto. Nel concept proposto, tuttavia, questa finestra viene immaginata come permanentemente aperta, simbolo di un dialogo continuo tra l’opera e il fedele.
Anche il decoro, elemento centrale nella ricerca dell’artista, assume una nuova funzione narrativa: non si limita a ornare la struttura, ma diventa uno strumento attraverso cui raccontare e valorizzare la tessitura muraria retrostante, stabilendo un legame profondo tra l’intervento contemporaneo e la memoria materiale del luogo che lo accoglie.

Marilena Lanzafame si laurea in Architettura presso l’Università degli studi di Catania con sede in Siracusa nel Dicembre 2011 e si abilita alla professione qualche tempo dopo. Continua la sua formazione e inizia la carriera collaborando con diversi studi catanesi tra cui l’Arch. Scannella e l’Arch. Puleo. Coglie anche l’opportunità di lavorare all’estero quando vince la borsa di studio Leonardo che le permette di collaborare con lo studio Nug di Barcellona. Tornata in Sicilia, arricchisce la sua esperienza collaborando con diversi studi e partecipando a workshop internazionali d’architettura e del paesaggio. Nel 2021 fonda lo studio, Architect Marilena Lanzafame, con sede in Acireale. Lo spirito dell’Architetto sempre versatile con una fervida creatività nel design degli spazi, in continua ricerca di contesti stimolanti per dare vita ai progetti dal forte connotato artistico e funzionale. La sua esperienza decennale nella progettazione di opere di design applicato, spazi residenziali e commerciali, si fonde con una solida conoscenza tecnica e sviluppa una ricerca che intreccia architettura, identità dei luoghi e dimensione collettiva. L’approccio progettuale è supportato da una solida preparazione professionale e da una sensibilità verso i temi della sostenibilità e della bioarchitettura, interpretando l’architettura come atto culturale capace di generare bellezza, rispetto e relazioni. Lo studio è sempre pronto ad accettare la sfida di tradurre le idee dei committenti in opere di design che possano coniugare funzione, memoria e dimensione simbolica, con un approccio consapevole al benessere dell’habitat e alla qualità dello spazio pubblico.

Carla Sorrentino e Giacomo Fondelli

Arch. Carla Sorrentino, Giacomo Fondelli
Artista Filippa Santangelo

EFFIGE CELATA

La tela è custodita all’interno di una struttura architettonica dalle geometrie pulite, che richiama l’edicola classica ma si staglia su un fondo neutro di colore rosso, simbolo al contempo del martirio della Santa e dello stato di emergenza (e provvisorietà) del decoro urbano.
L’interno dell’edicola è interamente rivestito di superfici specchianti che racchiudono uno scrigno centrale. Per contemplare l’opera protetta al suo interno, il passante è costretto a compiere un’azione deliberata: avvicinarsi e guardare attraverso uno spioncino. In quel preciso istante, il gioco di specchi restituisce l’immagine riflessa del cittadino stesso. L’osservatore smette di essere un semplice spettatore passivo e diventa il destinatario diretto del messaggio, parte integrante dell’opera e, di conseguenza, custode responsabile del futuro della propria città.
Il materiale principale quasi unico è il ferro, un’edicola tradizionale che strizza l’occhio al contemporaneo senza snaturarsi, il richiamo alla gelosia (rimando ai conventi di clausura e ai confessionali) contribuisce a celare senza nascondere. “Siamo davvero tutti devoti tutti?” cit. Filippa Santangelo

Carla Sorrentino, nasce a Catania nel 1975, nel 2000 si laurea in architettura a Reggio Calabria con 110 e lode e qui lavora presso uno studio di ingegneria fino al 2001.
Trasferita a Catania, dove vive e lavora, nel 2003 fonda lo studio di architettura e grafica. Ottiene diverse borse di studio per workshop internazionali di architettura tra cui 3 al Politecnico di Milano dove si occupa di design.
Ha collaborato con svariati studi di ingegneria ed architettura progettando strade, e strutture ricettive, dai B&B agli alberghi, alle scuole e strutture per il pubblico spettacolo. Ha insegnato presso vari enti e scuole di formazione ed ha vinto un bando in collaborazione con l’Università e la Provincia Regionale di Catania. È direttore tecnico di una ditta di costruzioni attiva anche all’estero ed è consulente tecnico per la ditta tedesca Ecodry. Si occupa di ristrutturazioni, restauro, progettazione, interior design di spazi pubblici e privati con particolare attenzione al tema dell’abitare e dell’ospitalità.
Progetti significativi sono la “Sistemazione e Riattamento per Attività Culturali Polivalenti del Vecchio Cinema Giardino” a Pozzallo, la “Riqualificazione del Caffè Eden” ad Acireale, la riqualificazione del parco ricevimenti “Certosa dei Cavalieri” ad Acireale oltre alle numerose abitazioni di cui ha curato sia il progetto architettonico, che il design degli interni.
È stata funzionario tecnico presso l’ufficio per la ricostruzione post Sisma n collaborazione con comune di Acireale e Protezione Civile.
Nel 2022 fonda insieme ad un socio lo studio SV Home Studio con il quale ha realizzato tra gli altri progetti Villa CDM, casa Leo, Villa Fiorita, B&B di lusso, locali dedicati al food, Casa CV, Casa F.
Negli ultimi anni è direttore tecnico per “Il restauro e risanamento dell’ex padiglione San Marco a Catania per Il nuovo museo dell’Etna” affiancando così l’attività di Architetto progettista e direttore dei lavori a quella di coordinamento in cantiere per l’impresa.

Giacomo Fondelli si laurea in Architettura all’Università di Firenze nel 2016, con una tesi di progettazione sulla riqualificazione dell’’ex Fabbrica dell’Acqua Citonia in provincia di Firenze. Si abilita alla professione di Architetto nel 2017 ed è iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Firenze dal 2019 con il n. 9020.
Inizia a lavorare con la Scuola di Architettura di Firenze – DIDA – vincendo la convenzione di ricerca “Studio di Fattibilità per la realizzazione di una scuola primaria all’interno del Comune di Calenzano (FI)”.
Dopo un breve periodo presso lo studio Liebman Vilavecchia a Barcellona, dal 2019 al 2021 collabora con lo studio Fabbricanove di Firenze, dove si specializza nella redazione di progetti definitivi ed esecutivi di opere private e pubbliche.
Nel 2020 consegue presso l’università di Pisa il Master di II Livello “Building Information Modeling – Bim Specialist-Coordinator-Manager” applicando le competenze acquisite  in vari progetti, tra cui il restauro e la riqualificazione del complesso di Fontevecchia a Fermo. Nel 2025 ottiene la certificazione ufficiale di BIM Coordinator, consolidando il proprio percorso di specializzazione.
Collabora con lo studio Guicciardini&Magni di Firenze, dal 2021, dove inizia la lavorare in numerosi progetti nel ruolo di senior Architect e coordinatore del gruppo di lavoro come “Il restauro e risanamento dell’ex padiglione San Marco a Catania per Il nuovo museo dell’ Etna, “Il restauro del teatro Manzoni a Pistoia”, “La Riqualificazione dell’Ex Manifattura tabacchi a Campi Salentina (LE), “Riqualificazione del Complesso di San Giuseppe ad Empoli (FI) ed “Il Restauro e riqualificazione del complesso di Fontevecchia a Fermo”.
Attualmente sta seguendo la Direzioni lavori, nel ruolo di Direttore Operativo Architettonico, del Nuovo Museo dell’Etna, a Catania, all’interno dell’Ex Padiglione San Marco

Enrico Paradiso

Arch. Enrico Paradiso
Artista Santo Pappalardo

BOOM è un progetto di edicola votiva legato al progetto icònA.
BOOM è il rumore dei fuochi d’artificio, espressione di stupore in certi casi, e da qui l’idea, quando si vede Sant’Agata si ha come un esplosione di gioia di felicità, chi per la prima volta, di stupore. Un esemplificazione di stella, di raggio di luce, di icona POP che ospiterà il volto della Santuzza, dal titolo “Prime Luci” opera di Santo Pappalardo.

Enrico Paradiso nasce a Catania nel 1973. Nel 1991 consegue la maturità artistica presso il Liceo Artistico Statale di Catania. Nel 2004 si laurea in Architettura presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria con una tesi dal titolo Taccuino mediterraneo. Viaggio tra storia e modernità nel Mediterraneo. Nel 2007 consegue l’abilitazione all’esercizio della professione di Architetto.
Nel corso della sua attività professionale collabora con diversi studi Catanesi, affiancando alla progettazione una costante ricerca artistica e illustrativa, nella quale il disegno, la fotografia e la sperimentazione visiva diventano strumenti di indagine della realtà.
Nel 2013 presenta la mostra “Scattate dentro” presso Spazio Contemporaneo di Catania. L’esposizione viene successivamente proposta in forma itinerante presso i Bassi di Palazzo Ducezio a Noto e al Castello delle Cantine Pupillo, a Siracusa.
Nel 2019 si classifica al quarto posto nel concorso promosso da ANCE per la riqualificazione di Piazza Nettuno a Catania, confermando il proprio interesse per il progetto urbano e la valorizzazione dello spazio pubblico.
L’attività di Enrico Paradiso si sviluppa all’incrocio tra architettura e arti visive, con un percorso che coniuga ricerca progettuale, sensibilità artistica e attenzione al rapporto tra memoria, paesaggio e contemporaneità.

Makoto Fukuda e Lucia Giuliano

(Data installazione edicola in aggiornamento)

Arch. Makoto Fukuda, Lucia Giuliano
Artista Alice Grassi

Dove la pietra della piazza incontra il respiro della terra, un albero custodisce il segreto di un antico abbraccio.
All’interno del suo legno, un tronco svela il volto fiorito di una donna che è la stessa santa: un eterno scambio di delicatezza, in cui il dono di un papavero rosso diventa il filo invisibile che unisce il tempo umano al divino.

GiulianoFukuda è uno studio di progettazione fondato da Lucia Giuliano e Makoto Fukuda. Entrambi hanno vissuto e lavorato per molti anni a Barcellona, dove hanno maturato esperienze internazionali e sviluppato un approccio al progetto capace di attraversare scale e ambiti diversi, esplorandone il potenziale come pratica trasformativa.
Lucia Giuliano ha studiato presso la Facoltà di Architettura di Palermo e l’Universitat Politècnica de Catalunya di Barcellona. Dal 2000 al 2011 ha lavorato come architetto presso Arata Isozaki & Associates, collaborando a numerosi progetti sviluppati tra Barcellona e Tokyo.
Makoto Fukuda, dopo la laurea e un’esperienza come tutor presso la Tokyo University of the Arts, si è trasferito a Barcellona, dove dal 1996 al 2016 ha lavorato con Miralles Tagliabue EMBT, seguendo importanti progetti per la città di Barcellona e per la scena internazionale. Nel 2006 è inoltre entrato a far parte del team internazionale dello studio di Toyo Ito, contribuendo allo sviluppo di progetti tra Europa e Sud America.

Nel 2019 hanno fondato il loro studio, con base a Catania. Parallelamente all’attività professionale, sono impegnati nel progetto di una scuola di design orientata alla diffusione e allo sviluppo della cultura del progetto in Sicilia.
Tra i lavori recenti dello studio figurano la Serra del Parco Paternò del Toscano, alcuni interventi di riqualificazione urbana a Caltagirone e il progetto, attualmente in corso, per la riqualificazione dell’ex scalo ferroviario di Gela.

Concept del progetto

icònA rientra nell’ambito del progetto con il quale il Comune di Catania ha avviato un processo di riqualificazione, attraverso l’arte, di diverse aree della città oggetto di microdiscariche.
L’Associazione Culturale Basaltika, in accordo con l’Amministrazione Comunale e il Comitato per la Festa di Sant’Agata, ha aderito al progetto inviando una lettera aperta agli artisti selezionati, in cui si è chiesto di elaborare, con la loro cifra stilistica, l’icona di Agata che diviene così, idealmente, “testimonial” della campagna già avviata in diverse forme dal Comune “CATANIA È CASA” in cui i cittadini vengono invitati al rispetto della propria città, sensibilizzati dalla loro Santa Patrona, facendo leva sul loro senso di devozione.
L’opera realizzata dagli artisti è stata restituita in immagine digitale e riprodotta nel manifesto.

icònA falls within the scope of the project with which the Municipality of Catania has started a process of redevelopment, through art, of various areas of the city subject to micro-landfills.
The Basaltika Cultural Association, in agreement with the Municipal Administration and the Committee for the Feast of Saint Agatha, joined the project by sending an open letter to the selected artists, in which they were asked to elaborate, with their style, the icon of Agata who thus becomes, ideally, “testimonial” of the campaign already launched in various forms by the Municipality “CATANIA È CASA (Catania is home) in which citizens are invited to respect their city, sensitized by their Saint Patroness, leveraging their sense of devotion.
The work created by the artists was returned in digital image and reproduced in the poster.

Artisti / Artists: Giovanna Brogna Sonnino, Giorgio Distefano, Alice Grassi, Giuseppe Livio, Santo Pappalardo, Maurizio Pometti, Cetty Previtera, Filippa Santangelo, Alice Valenti

Comitato scientifico / Scientific committee:
Carmen Cardillo, Oriana Tabacco, Samantha Torrisi

Percorso icònA
installazione opere
⁃Via Auteri (Filippa Santangelo)
⁃Via Grimaldi (Cetty Previtera)
⁃Piazza Castello Ursino (Giorgio Distefano)
⁃Piazza Federico di Svevia 92, Gammazita (Alice Grassi)
⁃Via Castello Ursino, fronte GAM (Giovanna Brogna Sonnino)
⁃Via Castello Ursino, angolo Via Garibaldi (Giuseppe Livio)
⁃Via A. di Sangiuliano, Biblioteca (Maurizio Pometti)
⁃Via A. di Sangiuliano 172 (Santo Pappalardo)
⁃Via A. di Sangiuliano 221 (Alice Grassi)
⁃Via A. di Sangiuliano, angolo Via Manzoni (Filippa Santangelo)
⁃Via A. di Sangiuliano – Piazza Manganelli, Biblioteca Sciavarrello (Giorgio Distefano)
⁃Via A. di Sangiuliano,  angolo Via Coppola (Alice Valenti)
⁃Via Landolina (Maurizio Pometti)
⁃Via Landolina, angolo Via Valle (Giovanna Brogna Sonnino)
⁃Piazza Teatro Massimo (Cetty Previtera)
⁃Piazza San Placido (Giuseppe Livio)
⁃Via Auteri,  fronte Scuola Media (Alice Valenti)
⁃Via Garibaldi, angolo Via Santa Chiara (Santo Pappalardo)

Catania, 2025 – 2026

Artisti

Giovanna Brogna Sonnino

Catania, 1955

La Religione è come l’Arte, bisogna avere Fede
Religion is like Art, you must have Faith
– Agata
2025
Collage su carta / Collage on paper

Regista e fotografa italiana si laurea in Storia dell’Arte a Firenze per iniziare la sua attività artistica nel 1987 a Roma.
Giovanna Brogna/Sonnino, è laureata in storia dell’arte. Nata a Catania, nel 1980 si trasferisce a Roma, dove si diploma cine-operatore. Lavora per Rai2, RaiEducational e RaiSatArt realizzando diversi servizi e documentari. Contemporaneamente come fotografa, dal 1986 al 1994, espone i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive.
Dal 1992 con Mathelika e Drifting Pictures realizza come autrice e produttrice indipendente una serie di film, docufilm e documentari che ottengono riconoscimenti in Italia e all’estero.
Dopo gli anni romani l’artista torna a Catania e nel 2010, conclusa la mostra È pericoloso sporgersi, tenutasi nel 2009 al Centro Culturale Le Ciminiere, elabora un processo di archiviazione su larga scala. Brogna/Sonnino avvia così una sorta di opera d’arte totale nella sua abitazione e studio di via Plebiscito, che l’autrice definisce ” l’archivio della sua vita”. La casa-museo diviene la macro-cornice della narrazione autobiografica di Giovanna Brogna/Sonnino, archiviata tematicamente e affidata ai vassoietti denominati “offerings” e alle installazioni che l’artista definisce “altarini” (2003-2012), tappe temporali o affettive della sua vita (foto, acquerelli, vestiti, agende, mobili) dal titolo Il futuro è ora, Niente durerà in eterno, Mie, Ci sono cose che non si possono aggiustare.

Italian director and photographer, graduated in History of Art in Florence and began her artistic activity in 1987 in Rome.
Giovanna Brogna/Sonnino has a degree in art history. Born in Catania, in 1980 she moved to Rome, where she graduated as a cinematographer. He works for Rai2, RaiEducational and RaiSatArt creating various services and documentaries. At the same time as a photographer, from 1986 to 1994, she exhibited her works in numerous personal and collective exhibitions.
Since 1992, with Mathelika and Drifting Pictures, she has created a series of films, docufilms and documentaries as an independent author and producer which have received recognition in Italy and abroad.
After the Roman years, the artist returned to Catania and in 2010, having concluded the exhibition It’s dangerous to lean out, held in 2009 at the Le Ciminiere Cultural Centre, he developed a large-scale archiving process. Brogna/Sonnino thus begins a sort of total work of art in her home and studio in via Plebiscito, which the author defines as “the archive of her life”. The house-museum becomes the macro-frame of the autobiographical narration of Giovanna Brogna/Sonnino, archived thematically and entrusted to the trays called “offerings” and to the installations that the artist defines as “altarini” (2003-2012), temporal or affective stages of the his life (photos, watercolours, clothes, diaries, furniture) entitled The future is now, Nothing will last forever, My, There are things that cannot be adjust.

Giorgio Distefano

Ragusa,1972

Agata, 2022
Tecnica mista su cartamodello per abbigliamento, foglia oro, argento e rame
Mixed media on paper pattern for clothing, gold, silver and copper leaf
56 x 42 cm
Collezione privata / Private collection

Nato a Ragusa nel 1972 e ha frequentato e conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove tuttora vive e opera.
In seguito agli studi e dopo avere praticato per diversi anni l’attività di scenografo e costumista, collaborando con compagnie di teatro di ricerca e di danza, ha concentrato la sua ricerca sulla pittura. Questa ricerca si muove in senso trasversale, afferrando stimoli e suggestioni provenienti dall’approfondimento e dalla costante curiosità per le tecniche, nonché dallo studio della resa materica e dei valori ottici legati alla distanza e al senso di astrazione contenuto nella figurazione. I temi che hanno dominato questo percorso hanno a che fare con il Mediterraneo e i suoi svariati ambiti culturali.
La sua sperimentazione tecnica varia dall’utilizzo di colori a olio, stucchi e acrilici su tela e tavola, alla carta, nello specifico quella dei cartamodelli per abbigliamento, utilizzati in maniera “impropria”, sfruttando la forza della geometria prestampata come base di partenza per la “messa a modello” di luoghi- ritratto, evocati dalla memoria e ancorati all’attesa e all’aspettativa di una trasfigurazione pittorica inesorabile. ll fascino della geometria, nascosta o palesata, si fonde così ad atmosfere pittoriche brumose e contrastate, nella profondità di visioni sospese in un misterioso labirinto di segni.
Ha tenuto diverse mostre personali in gallerie e spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, tra le quali: ”Tracce Mediterranee” a cura dell’Istituto di Cultura Italiana di Bratislava in collaborazione con la Považská galéria umenia v Žiline (Galleria Civica di Žilina), Zilina – Slovacchia;  “Visioni fuori rotta” a cura di Giovanni Scucces, presso galleria Sacca – Modica (RG); “Fogli di pietra” a cura e presso Galleria Cartavetra – Firenze; “Geografie sentimentali”, a cura di Cristina Costanzo, 091 Art Project C/O Rizzuto Gallery – Palermo; Zit-Dim Art Space di Tainan – Taiwan; Phoenix Ancient City Museum di Fenghuang, Hunan – Cina; Parlamento Europeo di Bruxelles – Belgio; Casa Danzante di Praga – Repubblica Ceca; Art Hotel di Zamosh – Polonia; Agora|Z Palazzo Strozzi a Firenze; KPMG a Milano; Palazzo Montesano a Chiaramonte Gulfi; Palazzo Zacco a Ragusa; Cantine Florio di Marsala(TP); Galleria Spazionoto, Noto (SR); Galleria Civica Franco Libertucci di Casacalenda (CB).
Ha preso parte a numerose collettive, residenze d’artista e rassegne in Italia e all’estero tra cui si segnalano March Sensation, Artermini Research House, a cura di Chin Kok Yan, presso Ipoh – Malesia;  Italian contemporary Art of cross-cultural vision, a cura di Zhang Yidan a Fenghuang, Hunan – Cina; “Who can give us Peace, International Union of Artists for Peace” al Parlamento Europeo di Bruxelles; WAAG – We are all Greeks, mostra per il bicentenario dell’Indipendenza greca, a cura di Francesco Piazza, Museo della Cultura Bizantina – Salonicco, Grecia | Museo d’Arte contemporanea Palazzo Belmonte Riso – Palermo; ORADARIA, a cura di Michele Bellamy Postiglione, Ex Carceri al Castello, Lipari (ME); “Flora, fauna e cemento” a cura di Aldo Premoli, Museo Civico di Noto (SR); “Alter – Volti di luce e terra”, a cura di Martina Cavallarin, Giusi Diana, Eleonora Frattarolo e Cecilia Freschini, a Chiaramonte Gulfi (RG).
Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche in Italia e in Europa e inoltre negli Stati Uniti, Emirati Arabi e Cina.

Born in Ragusa in 1972. He graduated from the Academy of Fine Arts in Florence, where he still lives and works.
Following his studies and after several years spent working as a set and costume designer, he concentrated his research on painting. This research moves in a transversal direction, grasping suggestions from the deepening and the constant curiosity for techniques, as well as the study of material yield and optical values related to distance and the sense of abstraction contained in the figuration. The themes that dominated this route have to do with the Mediterranean and its various cultural areas.
His technical experimentation varies from the use of oil paints, stuccoes and acrylics on canvas and woodboard, to paper, in particular paper dress patterns used in an “improper” way, exploiting the strength of pre-printed geometry as a starting point for the “model setting” of portrait-places. The fascination of geometry, hidden or revealed, merges with foggy and contrasted pictorial atmospheres, in the depth of visions suspended in a mysterious labyrinth of signs.
He has held several solo shows in art galleries, in public and private spaces, in Italy and abroad, including: “Tracce mediterranee” curated by the Institute of Italian Culture in Bratislava in collaboration with the Považská galéria umenia v Žiline (Civic Gallery of Žilina), Zilina – Slovakia;  “Visioni fuori rotta” curated by Giovanni Scucces, at Galleria Sacca – Modica (RG); “Fogli di pietra” curated by and at Galleria Cartavetra – Florence; “Geografie sentimentali”, by Cristina Costanzo, 091 Art Project C/O Rizzuto Gallery – Palermo; Zit-Dim Art Space in Tainan – Taiwan; Phoenix Ancient City Museum in Fenghuang, Hunan – China; European Parliament in Brussels – Belgium; Dancing House in Prague – Czech Republic; Art Hotel in Zamosh – Poland; Agora|Z Palazzo Strozzi in Florence; KPMG in Milan; Palazzo Montesano in Chiaramonte Gulfi; Palazzo Zacco in Ragusa; Cantine Florio di Marsala (TP); Galleria Spazionoto, Noto (SR); Galleria Civica Franco Libertucci in Casacalenda (CB).

He has taken part in numerous collective shows and artist residencies  in Italy and abroad, including March Sensation, Artermini Research House, curated by Chin Kok Yan, at Ipoh – Malesia;  Italian contemporary Art of cross-cultural vision, curated by Zhang Yidan in Fenghuang, Hunan – China; “Who can give us Peace, International Union of Artists for Peace” at the European Parliament in Brussels; WAAG – We are all Greeks, exhibition for the bicentenary of Greek independence, curated by Francesco Piazza, Museum of Byzantine Culture – Thessaloniki, Greece | Museum of Contemporary Art Palazzo Belmonte Riso – Palermo; ORADARIA, curated by Michele Bellamy Postiglione, Ex Carceri al Castello, Lipari (ME); “Flora, fauna e cemento” curated by Aldo Premoli, Museo Civico di Noto (SR); “Alter – Volti di luce e terra”, curated by Martina Cavallarin, Giusi Diana, Eleonora Frattarolo and Cecilia Freschini, in Chiaramonte Gulfi (RG).
His artworks are present in private and public collections in Italy and Europe, as well as in the USA, the Emirates and China.

Alice Grassi

Catania, 1981

Agata
2025
Fotografia elaborazione digitale /
Digital processing photography

Alice Grassi è un artista multimediale interessata a progetti interdisciplinari e partecipativi e lavora spesso in collaborazione con artisti e collettivi. La sua ricerca è incentrata sul rapporto di interdipendenza tra l’uomo e il suo territorio e per questo lavora spesso site-specific. Intende la sua indagine artistica come una sorta di Soft-Act che innesca un processo di cambiamento e consapevolezza.
I suoi lavori spesso si basano sulla ricerca iconografica e l’utilizzo prevalentemente della fotografia, del video, dell’installazione e la luce.
Ha partecipato a diverse mostre nazionali ed internazionali ed ha esposto in gallerie, musei e fondazioni oltre che in spazi indipendenti e non convenzionali. È stata selezionata per alcune residenze d’artista e ha curato progetti espositivi per il Capture photography festival, Vancouver, Canada.
Ha studiato all’Accademia di Brera, allo IED e alla Bauer. Tra le mostre espone presso: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, New Music Festival, Hong Kong, PhotoVernissage, San Pietroburgo. Vince il Premio Intersection KunstArt ed è tra i finalisti del PremioCairo e PremioCeleste. È selezionata da J. M. Bustamante per l’Artist in residence A.C.A. Florida. Realizza, con il collettivo NonRiservato, l’installazione luminosa Borderlight. I suoi lavori sono stati pubblicati su alcuni periodici tra cui IoDonna, espone la sua ricerca fotografica “Phoenix” presso Palazzo di Lorenzo, per il festival Gibellina Photoroad curato da A. Catania.
Recentemente è stata invitata dal FAI a esporre la sua mostra personale “deus sive natura” curata da R. A. Musumeci nelle sedi storiche della chiesa s.Orsola e Palazzo Scammacca del Murgo.

She is a multimedia artist interested in interdisciplinary and participatory projects and often works in collaboration with artists and collectives. Her research focuses on the interdependent relationship between man and his territory and for this reason he often works site-specific. She understands her artistic investigation as a sort of Soft-Act that triggers a process of change and awareness.
Her works are often based on iconographic research and the predominantly use of photography, video, installation and light.
She has participated in various national and international exhibitions and has exhibited in galleries, museums and foundations as well as in independent and unconventional spaces. She has been selected for some artist residencies and has curated exhibition projects for the Capture photography festival, Vancouver, Canada.
She studied at the Brera Academy, IED and Bauer. Among the exhibitions she exhibits at: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, New Music Festival, Hong Kong, PhotoVernissage, St. Petersburg. He wins the Intersection KunstArt Prize and is among the finalists of the PremioCairo and PremioCeleste. She is selected by J. M. Bustamante for the A.C.A. Artist in residence in Florida. She creates, with the NonRiservato collective, the Borderlight light installation. Her works have been published in some periodicals including IoDonna, she exhibits her photographic research “Phoenix” at Palazzo di Lorenzo, for the Gibellina Photoroad festival curated by A. Catania.
She was recently invited by the FAI to exhibit her personal exhibition “deus sive natura” curated by R.A. Musumeci in the historic locations of the S.Orsola church and Palazzo Scammacca del Murgo.

Giuseppe Livio

Catania

Sant’Agata
2025
Carboncino su carta / Charcoal on paper
70 x 50 cm

Si laurea in scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Catania. Nel 1998 la vicinanza con il maestro Antonio Brancato, lo porta ad una collaborazione artistica per la realizzazione di un importante monumento bronzeo per il comune etneo di San Giovanni La Punta. Di quel periodo preziose le conoscenze con diversi artisti tra cui Gianbecchina, Salvatore Incorpora, Sebastiano Milluzzo, Elio Romano. Nel 1997 il viaggio lavoro a Salisburgo gli consente di affinare le tecniche del restauro scultoreo e di acquisire nel contempo la conoscenza di nuove culture, intrise dei colori di paesaggi e degli odori di materiali unici, che stimolano la sua innata curiosità rispetto a tutto ciò che è nuovo e significante e che vengono tradotti in una serie copiosa di opere. Nel 2001 il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per Disegno e Storia dell’Arte lo porta ad Istanbul. La permanenza nella grande città “porta d’oriente”, unitamente a numerosi viaggi in Cappadocia e in altri luoghi della Turchia, lo porta a vivere situazioni contrastanti e diversissime. Dal 2002 è definitivamente in Italia e fino al 2005 insegna Storia dell’Arte in vari licei della Lombardia con un’attività pittorica che conosce la ricchezza di temi che riguardano la cronaca contemporanea. Dal 2006 è docente di Storia dell’Arte tra Catania e Roma. Possono altresì annoverarsi partecipazioni significative a manifestazioni artistico-culturali come “La Notte della Cultura” di Salina, di “Le Vele Nere” di Lipari; coordinatore artistico per una sezione di scultura del progetto “La Porta della Bellezza” di Librino a Catania; coordinatore artistico per una sezione di pittura per quanto riguarda il progetto “La Grande Madre” per il Policlinico di Catania. Una sua grande opera calcografica ad unica scena di rappresentazione stampata su sedici fogli di carta a mano dal titolo “Svelando i profumi della sua immagine” lo vede partecipare al “Rito della luce” voluto da Antonio Presti per la città di Catania. Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private tra cui ricordiamo, dal 2016, l’inserimento nella Collezione Permanente d’Arte Contemporanea della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa presso “Sant’Agostino Contemporanea SAC”.

Un’arte tormentata e frenetica quella di Giuseppe Livio, senz’altro non indifferente al rumore della vita. Oggi vive tra Catania e l’Isola di Vulcano.

He graduated in sculpture at the Academy of Fine Arts in Catania. In 1998, his closeness with the master Antonio Brancato led him to an artistic collaboration for the creation of an important bronze monument for the Etna municipality of San Giovanni La Punta. From that period, his knowledge of various artists including Gianbecchina, Salvatore Incorpora, Sebastiano Milluzzo, Elio Romano was invaluable. In 1997, the work trip to Salzburg allowed him to refine the techniques of sculptural restoration and to acquire contemporary knowledge of new cultures, imbued with the colors of landscapes and the smells of unique materials, which stimulate his innate curiosity regarding everything that is new and significant and which are translated into a copious series of works. In 2001, obtaining the teaching qualification for Drawing and Art History took him to Istanbul. His stay in the great city “Porta d’Oriente” (gateway to the East), together with numerous trips to Cappadocia and other places in Turkey, led him to experience contrasting and very different situations. Since 2002 he has been permanently in Italy and until 2005 he teaches Art History in various high schools in Lombardy with a pictorial activity that knows the richness of themes that concern contemporary news. Since 2006 he has been a professor of Art History between Catania and Rome. We can also include significant participation in artistic-cultural events such as “La Notte della Cultura” in Salina, “Le Vele Nere” in Lipari; artistic coordinator for a sculpture section of the “La Porta della Bellezza” project by Librino in Catania; artistic coordinator for a painting section regarding the “La Grande Madre” project for the Catania Polyclinic. One of his large intaglio works with a single scene of representation printed on sixteen sheets of handmade paper entitled “Svelando i profumi della sua imagine” (Unveiling the scents of his image) sees him taking part in the “Rito della luce” (Rite of light) wanted by Antonio Presti for the city of Catania. His works are present in important public and private collections including, since 2016, the inclusion in the Permanent Collection of Contemporary Art of the Regional Gallery of Palazzo Bellomo in Syracuse at “Sant’Agostino Contemporanea SAC”.

A tormented and frenetic art that of Giuseppe Livio, certainly not indifferent to the noise of life. Today he lives between Catania and the island of Vulcano.

Santo Pappalardo

Catania

Sant’Agata
Fotografia / Photography

Illustratore, incisore e grafico e fotografo da un bel po’.
Mi piace sperimentare su ogni lavoro illustrato tecniche nuove e diverse: dalle più tradizionali come acquerello, aerografo, incisione, fotografia alle più innovative applicazioni di computer-graphic, perché penso che ogni progetto abbia la sua specificità e meriti di essere trattato in modo unico.
Ho illustrato e progettato libri e riviste per ragazzi, libri naturalistici, pubblicazioni istituzionali, guide, cartografie, collaborato con riviste… adesso tutto ciò diventa anche il baule da cui attingere idee, tecniche ed esperienze da comunicare a piccoli e grandi in laboratori di illustrazione.

Illustrator, printmaker, graphic designer and photographer for quite a while.
I like to experiment with new and different techniques on each illustrated work: from the most traditional such as watercolour, airbrush, engraving, photography to the most innovative computer graphics applications, because I think that each project has its own specificity and deserves to be treated in a unique way.

I have illustrated and designed books and magazines for children, nature books, institutional publications, guides, cartographies, collaborated with magazines… now all this also becomes the trunk from which to draw ideas, techniques and experiences to communicate to children and adults in workshops illustration.

Maurizio Pometti

Catania, 1987


Senza titolo / Untitled
2025
Tecnica mista (acquerello su carta e disegno su carta giapponese)
Mixed media (watercolor on paper and drawing on Japanese paper)
29,5 x 30 x 27 cm

Nasce nel 1987 a Catania dove vive e lavora. È Laureato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania. La pittura è per lui il luogo della memoria, ricostruita attraverso antiche foto in cui colloca un illusorio presente, dove a volte ne fa parte l’artista stesso. Scegliendo di dipingere ricordi mai vissuti, le sue opere sono sezioni di un ingannevole diario, nel tentativo di modellare una realtà nuova.

Partecipa a diversi premi e mostre tra cui: Art Market Budapest, Budapest (Ungheria), 2014; Arteam Cup 2016, Palazzo del Monferrato, Alessandria, 2016; (Fe)male, Museo d’Arte Contemporanea San Rocco, Trapani, 2017; Dormire con i fantasmi (personale), Giuseppe Veniero Project, Palermo, 2019; Wings (collettiva), Isorropia Homegallery, Milano, 2019; Premio Artivisive San Fedele 2019-2021. L’Umano e il Divino (finalista), Galleria San Fedele, Milano; Ligabue, La figura ritrovata (collettiva di pittura), Fondazione Museo Antonio Ligabue, Palazzo Bentivoglio, Gualtieri (RE), 2021; Vincitore Premio Morlotti – Imbersago 17° Edizione | Un paesaggio alternativo, Palazzo Comunale, Imbersago (LC), 2021; Residenze d’Artista Villa Greppi, Consorzio Brianteo Villa Greppi, Monticello Brianza (LC), 2022; “Trento Art Festival 2022” in collaborazione con Premio Morlotti – Imbersago, www.trentoartfestival.it; “Diario di Bordo”, MACC, Museo d’Arte Contemporanea di Caltagirone, 2022; Under the bridge, Teatro Binario 7, Monza, 2022; Arteam Cup 2022, Fortezza del Priamar, Savona, 2022; Paesaggi alternativi, mostra personale, LeoGalleries, Monza, 2023; “Chiamata alle arti 2023”, mostra collettiva, Mucciaccia Contemporary, Roma; XVI Premio città di Bozzolo – Ripensare lo spazio e il tempo, Palazzo dei Principi, Bozzolo (MN), 2023 – 2024; Premio Morlotti – Imbersago 17° Edizione | Un paesaggio alternativo, Museo della Permanente, Milano, 2024; Arteam Cup 2023, Fortezza del Priamar, Savona, 2023; Je t’aime – l’arte contro la violenza sulle donne, Palazzo Ducale – Sala Dogana, Genova, 2024; Senza titolo, Galleria Quam, Scicli, 2024; Custodire l’immagine (personale) Fondazione Brodbeck, Catania, 2024; D’Annunzio e la Cina, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, 2024; Naturalmente Pianoforte, residenza artistica “Tracce nel vento”, Pratovecchio Stia (AR), 2024; SMart, residenza artistica, Pagliara (ME), 2024; Experimentum Crucis, rassegna internazionale di arte multimediale, Ex Caserma Cassonello, Noto, 2024; Se ti stavi nascondendo dall’amore, mostra personale, Parco letterario Salvatore Quasimodo – Torre Saracena, Roccalumera (ME), 2024; “Io cresco” mostra personale, Archeoclub di Licodia Eubea (CT), 2024; Chiamata alle Arti 2021-2024, mostra collettiva, Istituto Italiano della Cultura di New York, 2024.

Born in 1987 in Catania where he lives and works. He graduated in painting at the Academy of Fine Arts in Catania. Painting is for him the place of memory, reconstructed through ancient photos in which he places an illusory present, where sometimes the artist himself is a part. Choosing to paint memories never lived, his works are sections of a deceptive diary, in an attempt to shape a new reality.

He participates in several awards and exhibitions including: Art Market Budapest, Budapest (Hungary), 2014; Arteam Cup 2016, Monferrato Palace, Alessandria, 2016; (Fe)male, San Rocco Museum of Contemporary Art, Trapani, 2017; Sleeping with ghosts (solo exhibition), Giuseppe Veniero Project, Palermo, 2019; Wings (group show), Isorropia Homegallery, Milan, 2019; San Fedele Artivisive Award 2019-2021. Thehuman and godlike (finalist), San Fedele Gallery, Milan; Ligabue, The rediscovered figure (collective painting), Antonio Ligabue Museum Foundation, Bentivoglio Palace, Gualtieri (RE), 2021; Winner of the Morlotti Prize – Imbersago 17th Edition | An alternative landscape, Municipal Palace, Imbersago (LC), 2021; Villa Greppi Artist Residencies, Consortium Brianteo Villa Greppi, Monticello Brianza (LC), 2022; “Trento Art Festival 2022” in collaboration with Morlotti Prize – Imbersago, www.trentoartfestival.it; “Logbook”, MACC, Museum of Contemporary Art of Caltagirone, 2022; Under the bridge, Binario 7 Teatre, Monza, 2022; Arteam Cup 2022, Fortress of the Priamar, Savona, 2022; Alternative landscapes, solo exhibition, LeoGalleries, Monza, 2023; “Call to the arts 2023”, group exhibition, Mucciaccia Contemporary, Rome; XVI City of Bozzolo Award – Rethinking space and time, Palace of the Princes, Bozzolo (MN), 2023 – 2024; Morlotti Prize – Imbersago 17th Edition | An alternative landscape, Museo della Permanente, Milan, 2024; Arteam Cup 2023, Fortress of the Priamar, Savona, 2023; Je t’aime – art against violence against women, Palazzo Ducale – Sala Dogana, Genoa, 2024; Untitled, Quam Gallery, Scicli, 2024; Guarding the image, Brodbeck Foundation, Catania, 2024; D’Annunzio and China, Il Vittoriale degli Italiani Foundation, 2024; Naturalmente Pianoforte, artistic residency “Traces in the wind”, Pratovecchio Stia (AR), 2024; SMart, artistic residency, Pagliara (ME), 2024; Experimentum Crucis, international exhibition of multimedia art, Ex Caserma Cassonello, Noto, 2024; If you were hiding from love, solo exhibition, Salvatore Quasimodo Literary Park – Torre Saracena, Roccalumera (ME), 2024; “I grow up” solo exhibition, Archeoclub di Licodia Eubea (CT), 2024; Call to the Arts 2021-2024, group exhibition, Italian Cultural Institute of New York, 2024.

Cetty Previtera

Svizzera, 1976

Agata di Montagna / Mountain Agata
2025
Olio su tela / Oil on canvas
70 x 50 cm

Nasce in Svizzera nel 1976.
Da bambina, con la famiglia, si trasferisce in Sicilia, terra di origine dei genitori, dove ben presto ritrova le sue radici. Tutt’oggi vive alle pendici dell’Etna.
Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze della Formazione presso l’Università degli Studi di Catania e un Master in Comunicazione e Linguaggi Non Verbali, inizia a lavorare in ambito sociale. Tuttavia, dopo diversi anni sente fortemente la necessità di approfondire lo studio della pittura a olio. Inizia quindi a frequentare gli studi di alcuni pittori e, successivamente incontra i maestri Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro, da sempre legati al Gruppo di Scicli.  Con loro frequenta per diversi anni, all’Accademia di Belle Arti Abadir, il corso libero di Pittura. Questo incontro si rivela cruciale per la sua formazione. Gli studi e il rapporto con i docenti le permettono di scoprire la grande pittura, la storia e i lavori degli artisti più famosi. Scopre, soprattutto, la coscienza e la volontà di essere lei stessa un’artista.
Durante gli anni di studio, nel 2010, è selezionata tra i finalisti del Premio Nazionale delle Arti a Napoli. Alla fine dello stesso anno espone, insieme ad altri giovani artisti emergenti, alla Galleria d’Arte Lo Magno di Modica nella collettiva L’Unicotratto, mostra fortemente voluta e curata da Piero Zuccaro.
Negli anni successivi ha avuto occasione di esporre in diverse gallerie siciliane, e nel 2014, in occasione dell’esposizione de La ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer al Palazzo Fava di Bologna, è invitata da Marco Goldin a partecipare, con diverse sue opere, alla Mostra Attorno a Vermeer.
Nel maggio 2017 è invitata da Antonio Sarnari per la sua prima mostra personale, Primavera, curata da Marco Goldin, alle Quam di Scicli. Segue, poco dopo varie partecipazioni collettive, una nuova mostra personale alla Carta Bianca fine arts di Catania dal titolo Dream Up curata da Francesco Rovella, ed una collettiva alla George Billis Gallery di New York nel 2019.
Nel 2021, invitata sempre da Marco Goldin, espone nella collettiva Attorno a Van Gogh, che si tiene al Centro Culturale San Gaetano di Padova, all’interno della grande mostra dedicata a Van Gogh, Van Gogh e i colori della vita.
Nel 2022 rappresenta la galleria Quam alla Fiera di Bologna con un “solo show”, Ritorno al bosco, a cura di Antonio Sarnari.
Nel 2023 una nuova personale, alla galleria Quam di Scicli, dal titolo Mi ricordo i fiori, conferma un percorso iniziato anni prima. Il catalogo è correlato da un’intervista rilasciata a Valentina Tebala per Small Zine.
Diverse esperienze di residenza d’artista connotano il suo percorso. Ritratto a mano con Jorge Peris nel 2018 a Caramanico Terme, il Simposio di Pittura a cura di Luigi Presicce nel 2022 alla Fondazione Lac o Le Mon di San Cesario di Lecce, Landina a cura di Lorenza Boisi nella provincia piemontese di Verbano Cusio Ossola nel 2023, e la recente Rammemorazioni a cura di Francesco Piazza, a favore del Museo Naturalistico Minà Palumbo di Castelbuono (PA).
Nel 2024-25, appena conclusa, la seconda mostra personale, Just Bloom, alla Carta Bianca Fine Arts di Catania, a cura di Francesco Rovella, con un testo di Gianna Panicola.

Born in Switzerland in 1976.
As a child, with her family, she moved to Sicily, her parents’ homeland, where she soon found her roots. She still lives on the slopes of Etna Mount.
After graduating in Education Sciences at the University of Catania and a Master’s degree in Communication and Non-Verbal Languages, she began working in the social field. However, after several years she strongly felt the need to deepen the study of oil painting. She then began to attend the studios of some painters and later met the masters Giuseppe Puglisi and Piero Zuccaro, who had always been linked to the Gruppo di Scicli.  With them she attended the free course of Painting for several years at the Abadir Academy of Fine Arts. This meeting proved crucial for her formation. Her studies and her relationship with teachers allowed her to discover the great painting, history and work of the most important artists.
She discovers, above all, the consciousness and the will to be an artist herself.
During her years of study, in 2010, she was selected among the finalists of the National Arts Prize in Naples. At the end of the same year she exhibited, together with other young emerging artists, at the Lo Magno Art Gallery in Modica in the collective exhibition L’Unicotratto, an exhibition strongly desired and curated by Piero Zuccaro.
In the following years she had the opportunity to exhibit in various Sicilian galleries, and in 2014, on the occasion of the exhibition of Jan Vermeer’s The Girl with a Pearl Earring at Palazzo Fava in Bologna, she was invited by Marco Goldin to participate, with several of her works, in the exhibition Attorno a Vermeer.
In May 2017 she was invited by Antonio Sarnari for her first solo exhibition, Primavera, curated by Marco Goldin, at the Quam Gallery in Scicli. This was followed, shortly after various collective participations, by a new solo exhibition at the Carta Bianca fine arts in Catania entitled Dream Up curated by Francesco Rovella, and a group show at the George Billis Gallery in New York in 2019.
In 2021, again invited by Marco Goldin, she exhibited in the group show Attorno a Van Gogh, held at the San Gaetano Cultural Center in Padua, as part of the major exhibition dedicated to Van Gogh, Van Gogh e i colori della vita.
In 2022 she represented the Quam gallery at the Bologna Art Fair with a “solo show”, Ritorno al bosco, curated by Antonio Sarnari.
In 2023 a new solo exhibition, at the Quam gallery in Scicli, entitled Mi ricordo i fiori, confirms a path that began years earlier. The catalogue is accompanied by an interview given to Valentina Tebala for Small Zine.
Several artist residency experiences characterize her path. Ritratto a mano with Jorge Peris in 2018 in Caramanico Terme, the Simposio di Pittura curated by Luigi Presicce in 2022 at the Lac o Le Mon Fondation of San Cesario di Lecce, Landina curated by Lorenza Boisi in the Piedmontese province of Verbano Cusio Ossola in 2023, and the recent Rammemorazioni curated by Francesco Piazza, in favor of the Minà Palumbo Naturalistic Museum of Castelbuono (PA).
In 2024-25, which has just ended, the second solo exhibition, Just Bloom, at the Carta Bianca Fine Arts in Catania, curated by Francesco Rovella, with a text by Gianna Panicola.

Filippa Santangelo

Siracusa, 1980

Siamo davvero tutti devoti tutti?
Are we really all devout all?
2025
Olio su tela / Oil on canvas
70 x 50 cm

L’opera site specific “Siamo davvero tutti devoti tutti?” si basa sull’idea di ricostruire una vera e propria edicola votiva, dedicata alla Santa Patrona di Catania, che appaia danneggiata dall’incuria.
Lo spacco del vetro riprende il profilo del vulcano Etna, a rappresentare pittoricamente la responsabilità che ha la comunità dello stato in cui versa il territorio urbano, e lascia intravedere, nell’unico punto in cui il vetro appare sfondato, la tavoletta di Sant’Agata, con l’epitaffio che, in questo caso, si trasforma in un’esortazione ai cittadini catanesi.
Essi si dichiarano “tutti devoti tutti” alla Santa, eppure non sembrano esserlo alla città, abbandonata all’incuria e martoriata da atti di inciviltà a più livelli.
Sant’Agata ha salvato la città dal vulcano.
A noi cittadini non serve addirittura compiere un miracolo per salvare Catania dal degrado.

The site-specific work “Are we really all devout all?” is based on the idea of ​​reconstructing a real votive shrine, dedicated to the Patron Saint of Catania, which appears damaged by neglect.
The break in the glass recalls the profile of the Etna volcano, to pictorially represent the responsibility that the community has for the state in which it finds itself the urban territory, and allows us to glimpse, in the only point where the glass appears to be broken, the tablet of Sant’Agata, with the epitaph that, in this case, turns into an exhortation to the citizens of Catania.
They declare themselves “all devout all” to the Saint, yet they do not seem to be to the city, abandoned to neglect and tormented by acts of incivility on multiple levels.
Sant’Agata saved the city from the volcano.
We citizens do not need to perform a miracle to save Catania from degradation.

Nasce nel 1980 a Siracusa,
Nel 2009 inizia il suo percorso artistico iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Catania, con indirizzo Pittura.
Dall’inizio della sua attività professionale, nel 2014, ha esposto in gallerie e fiere d’arte italiane e internazionali.
La sua ricerca artistica si concentra sull’indagine di luoghi abbandonati, dalle abitazioni all’archeologia industriale. Tale poetica vuole essere, innanzitutto, uno studio introspettivo, e utilizza l’edificio, parti di esso e dettagli architettonici, come metafora dell’individuo.
Attualmente, vive e lavora a Catania.

Mostre recenti:
“I luoghi dell’incontro 4”, a cura di Mario Cucè, Galleria Quadrifoglio, Siracusa 2024;
“I sogni di San Giuseppe. Mostra di arte sacra contemporanea”, a cura di Atanasio Giuseppe Elia, progetto promosso e organizzato da Galleria Civica Palazzo Moncada, Caltanissetta, 2024.
“Extraordinaria Sicilia”, a cura di Ciro Salanitro, Galleria Sudestasi Contemporanea, Ragusa Ibla, 2024.
Mostra personale “Nello spazio, il tempo”, a cura di Mariateresa Zagone, Tenuta Rasocolmo, Messina, 2024.
“Senza titolo”, a cura di Antonio Sarnari, Galleria Quam, Scicli, 2024.
“Contemporanea 4”, a cura di Mario Cucè, Galleria Quadrifoglio, Siracusa, 2023.
“Scintille”, a cura di Giuseppe Cona, testo di Grazia Calanna, progetto promosso e organizzato da Scalamatrice33, Corte Capitaniale, Caltagirone, 2023.
“Non se ne esce indenni”, testo di Gianfranco D’Amico, Galleria Quadrifoglio, Siracusa, 2023.
“Sicilia / miti ed eroi”, testi di Federica Bordone e Ornella Fazzina, progetto promosso e organizzato dall’Associazione Maestranza Ortigia, Palazzo Montalto, Siracusa, 2022.
“Diario di bordo. Cronaca di una pandemia”, a cura di Giuseppe Cona, testi di Rocco Giudice e Sebastiano Grasso, progetto promosso e organizzato da Scalamatrice33, MACC, Museo di Arte contemporanea, Caltagirone, 2022.

Born in 1980 in Siracusa.
In 2009, she took up her artistic career, enrolling in the Painting course at Accademia di Belle Arti in Catania. Since the beginning of his professional career, in 2014, she has exhibited in italian art galleries and italian and international art fairs.
Filippa Santangelo’s artistic research has focused on the investigation of abandoned places, from houses to industrial archaeology.
This poetics aims to be, first and foremost, an introspective study, and uses the building, parts of it and architectural details, as a metaphor for the individual.
She has exhibited in Italy and abroad. Currently, she lives and works in Catania.

Latest exhibitions:
“I luoghi dell’incontro 4”, curated by Mario Cucè, Galleria Quadrifoglio, Siracusa 2024.
“I sogni di San Giuseppe. Mostra collettiva di arte sacra contemporanea”, curated by Atanasio Giuseppe Elia, Galleria Civica Palazzo Moncada, Caltanissetta, 2024.
“Extraordinaria Sicilia”, curated by Ciro Salanitro, Sudestasi Contemporanea Art Gallery, Ragusa Ibla, 2024.
Personal exhibition “Nello spazio, il tempo”, curated by Mariateresa Zagone, Tenuta Rasocolmo, Messina, 2024.
“Senza titolo”, curated by Antonio Sarnari, Quam Art Gallery, Scicli, 2024.
“Contemporanea 4”, curated by Mario Cucè, Quadrifoglio Art Gallery, Siracusa, 2023.
“Scintille”, curated by Giuseppe Cona, text by Grazia Calanna, project promoted and organized by Scalamatrice33, Corte Capitaniale, Caltagirone, 2023.
“Non se ne esce indenni”, text by Gianfranco Damico, Quadrifoglio Art Gallery, Siracusa, 2023.
“Sicilia / miti ed eroi”, texts by Federica Bordone and Ornella Fazzina, project promoted and organized by the Maestranza Ortigia Association, Palazzo Montalto, Siracusa, 2022.
“Diario di bordo. Cronaca di una pandemia”, curated by Giuseppe Cona, texts by Rocco Giudice and Sebastiano Grasso, project promoted and organized by Scalamatrice33, MACC, Museum of Contemporary Art, Caltagirone, 2022.

Alice Valenti

Catania, 1975

Hey you! Mpare
2025
Tecnica mista / Mixed media

Nasce a Catania nel 1975.
Laureata a Pisa in Conservazione dei Beni Culturali, compie il suo apprendistato pittorico nella bottega di carretti siciliani del celebre Maestro Domenico Di Mauro.
Tra le pochissime donne ad ereditare questa antica e complessa arte decorativa, attinge a piene mani al patrimonio iconografico della tradizione popolare per sperimentazioni dal sapore cosmopolita che la portano a collaborare con grandi marchi del food e del design, tra cui la realizzazione di tre etichette per la Averna Magnum Limited Edition e i Frigoriferi d’Arte Smeg-D&G.
Nel 2024 partecipa alla Biennale d’Arte Africana Contemporanea ed espone un’opera alla Biennale di Venezia come guest artist.
Dal 2016 si dedica al progetto Spiranza presso lo storico Cantiere Navale Rodolico di Acitrezza, per la salvaguardia e la diffusione dell’antico mestiere dei maestri d’ascia. Il Cantiere è rifugio, laboratorio e campo d’azione, dove ridisegnare quotidianamente con lo strumento dell’arte una nuova semantica del genius loci isolano.

She was born in Catania in 1975.
She graduated in Cultural Heritage Conservation in Pisa and completed her painting apprenticeship in the workshop of the famous Sicilian cart master Domenico Di Mauro. Among the very few women to inherit this ancient and complex decorative art, she draws heavily from the iconographic heritage of popular tradition for cosmopolitan experiments that lead her to collaborate with major food and design brands, including the creation of three labels for the Averna Magnum Limited Edition and the Frigoriferi d’Arte Smeg-D&G.
In 2024, she participated in the Biennale of Contemporary African Art and exhibited a work at the Venice Biennale as a guest artist. Since 2016, she has been dedicated to the Spiranza project at the historic Cantiere Navale Rodolico in Acitrezza, for the preservation and promotion of the ancient craft of master shipbuilders. The shipyard is a refuge, laboratory, and field of action, where she redefines daily, through the tool of art, a new semantics of the island’s *genius loci*.

Intervista Antenna Sicilia 04.02.2025

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